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ThyssenKrupp, l’azienda pagherà 13 milioni alle famiglie

Luglio 3, 2008

Le sette vittime del rogoLa firma c’è. Anche se qualche familiare ha detto sì a denti stretti. I parenti delle sette vittime del rogo avvenuto nell’acciaieria ThyssenKrupp di Torino lo scorso 6 dicembre hanno firmato un’intesa con il Gruppo tedesco per il risarcimento. La cifra è di poco inferiore ai due milioni di euro a famiglia a seconda della composizione per un totale di 12 milioni e 970 mila euro. In cambio del risarcimento, i familiari di Antonio Schiavone, 36 anni; Roberto Scola, di 32; Angelo Laurino, di 43; Bruno Santino, di 26; Rocco Marzo, di 54; Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi, entrambi di 26, non si costituiranno parte civile nell’udienza preliminare che inizierà martedì nell’aula 42 del palazzo di giustizia di Torino, davanti al presidente aggiunto dei Gip Francesco Gianfrotta.L’hanno fatto, ma trascinandosi fino all’ultimo i dubbi, lo hanno chiesto ai loro avvocati: se firmiamo l’accordo e non ci costituiamo parte civile cambia qualcosa nel processo penale? Perchè «noi vogliamo giustizia – hanno sottolineato – giustizia e il massimo della pena per i colpevoli». E il collegio dei legali ha garantito che il processo penale non verrà inficiato, non sarà modificato se loro non si costituiranno parte civile, come richiesto in contropartita dalle acciaierie. Così hanno firmato, qualcuno tra le lacrime. La Fiom, pur rispettando la decisione delle famiglie, si dice rammaricata. Anche se «non entriamo nel merito di valutazioni insindacabili delle famiglie» e «non sappiamo le motivazioni che le hanno spinte a cambiare idea», rimane «il rammarico» di fronte alla decisione di accettare il rimborso e non costituirsi parte civile dalla ThyssenKrupp, afferma Ciro Argentino, delegato Rsu-Fiom, che in questi mesi si è dedicato anima e corpo a convincere il maggior numero di operai dell’azienda a costituirsi parte civile.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76730

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