
Il Male e il ‘Bene’ degli ultimi giorni di Dario Bellezza
Luglio 21, 2008Il «male» e il bene degli ultimi giorni di Dario Bellezza: il diario delle visite e un colloquio sul senso della morte e dell’omosessualità nell’arte tra il poeta e Maurizio Gregorini Il dono dell’intimità della morte oggi si fugge, come si evita la sofferenza. Ma è offerta che va da un poeta a un altro in grado di custodirla. Maurizio Gregorini ha raccontato in pagine indimenticabili gli ultimi giorni del poeta Dario Bellezza. Lo ha fatto per giustizia, per azzerare ridde di voci errate, ma anche per immortalare quel dono e offrirlo a chi legge. L’opera «Il male di Dario Bellezza» (Stampa Alternativa) si apre con il diario che Gregorini ha tenuto nei giorni di visita, quando si trovava spesso solo, di notte, ad assistere Bellezza colpito dall’Aids. E da solo, all’ultimo, si sente costretto a sollecitare le attenzioni di chi sembra non dare alle condizioni del poeta il giusto peso. Pentendosene poi, come chi tradisce un patto – quello di non coinvolgere altri al capezzale – in nome di un bene più grande che però da entrambi non è ritenuto tale. Si sente Giuda Gregorini in questa scelta, avverte ancora i morsi del rimprovero di Bellezza. Il colloquio tra Bellezza e Gregorini è serrato, si passa da Elsa Morante, a Moravia, a Pasolini, alle pregherie, all’amore, alla malattia. Sullo sfondo c’è il corpo del poeta. Corpo protagonista che anela a farsi da parte, per soddisfare la ricerca di eternità di Bellezza, ma che al contrario invade, pretende, s’impone disfacendosi ora dopo ora.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77322