Archivio per Agosto 2008
Agosto 31, 2008
Vivranno di più i bambini europei, ancor meglio se non crescono in periferia. È sempre più l’ingiustizia sociale a contare e uccidere su grande scala. La maggioranza dell’umanità non beneficia del livello di salute sufficiente in buona parte a causa dell’impatto congiunto di scelte politiche e misure economiche. Lo evidenzia il rapporto dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), basata su una ricerca durata tre anni sui “determinatori sociali” della salute. Sono i fattori sociali molto più di quelli genetici a determinare la salute o la malattia delle persone nel mondo e la loro aspettativa di vita. Un ragazzo, infatti, che vive nella povera periferia di Calton a Glasgow vivrà in media 28 anni in meno di un ragazzo nato nel vicino ma ricco quartiere di Lenzie. Allo stesso modo, l’aspettativa di vita media nella ricca Hampstead a Londra è di 11 anni maggiore del vicino, ma degradato, St. Pancras. Fino ad arrivare a differenze abissali come questa: una ragazza che nasce nel Paese africano del Lesotho vivrà in media 42 anni meno di una ragazza che nasce in Giappone. E se in Svezia il rischio di una donna di morire per complicazioni della gravidanza o del parto è di un caso ogni 17.400, in Afghanistan è di uno su otto. Lo studio, realizzato da un gruppo di esperti che fanno parte della Commissione sui “determinatori sociali” della salute (politici, universitari, ex capi di Stato e ministri della Salute), conclude che in quasi tutti i Paesi le cattive condizioni socioeconomiche si traducono in cattive condizioni di salute per gli abitanti.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78446
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Agosto 27, 2008
Ha approfittato dello stato di necessità, e anche dell’ingenuità, di una giovane connazionale per sfogare i suoi istinti. Senza immaginare che la ragazza non avrebbe subito senza reagire la violenza. La vittima infatti si è rivolta ai carabinieri che, intervenuti immediatamente, sono riusciti a bloccare e ammanettare un romeno di 31 anni.Vittima dell’aggressione una 20enne che convive con un italo-egiziano in un appartamento in via Chiesa Rossa che aveva però bisogno di un radicale intervento di restauro. Almeno un mesetto di tempo, durante il quale il fidanzato sarebbe rimasto in casa a seguire i lavori, mentre la giovane avrebbe cercato un letto. E dove meglio di Internet per cercare una stanza? La ragazza mette un annuncio in rete e le risponde un connazionale. L’uomo le spiega di vivere con la fidanzata in un bilocale in via Millelire, a Baggio. I due sembrano trovare in breve un accordo soddisfacente per entrambi: all’ospite verrà offerto un divano letto nella stanza soggiorno senza chiedere un euro in cambio, durante il mese di permanenza, lei sbrigherà i lavori domestici.L’altro giorno dunque la ragazza parte con la valigia per il temporaneo trasferimento, previsto per metà pomeriggio. Appuntamento che, per una serie di contrattempi e impegni ora dell’uno ora dell’altra, slitta progressivamente fino addirittura alle 4 del mattino, quando l’italo-egiziano accompagna la sua ragazza in via Millelire e la saluta con un bacio.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286184
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Agosto 27, 2008
Dopo piazza Caricamento ostaggio di clandestini e ubriaconi, via San Lorenzo regno dei punkabbestia e i giardini di Voltri terreno di conquista di giovani teppisti, ecco i giardinetti pubblici di Quinto in preda al degrado più profondo. Ne parlano i residenti: genitori e nonni che portano figli e nipoti nell’area verde ormai lasciata a sè stessa. Racconta una giovane mamma: «Due anni fa il Comune fece un buon lavoro potando gli alberi e ripulendo il verde. Da allora non è stato fatto nulla. Tanto che una colonia di piccioni si è installata in zona e è già accaduto ad alcuni adulti di trovarsi sugli abiti le zecche che sono parassiti dei colombi». Ma non è finita qui. I frequentatori dei giardinetti di Quinto parlano anche di carcasse di topi non rimosse, di ratti che la sera escono dalle tane e dei cani che vengono portati nell’area verde e che spesso defecano senza che i padroni, come prevede un’ordinanza del sindaco, rimuovano le deiezioni. «Da un po’ – aggiunge un pensionato – c’è anche un gruppo di senza tetto che ha trovato sistemazione sotto gli alberi. Al mattino, oltre alle cacche canine, abbiamo trovato anche escrementi umani. Il che, certo, non aiuta l’igiene necessario in una struttura che dovrebbe accogliere al meglio i bambini». E non mancano i soliti episodi di vandalismo con scritte e danneggiamenti vari. C’è poi il capitolo dei giochi che sono installati al centro dei giardinetti a disposizione dei bimbi.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286160
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Agosto 27, 2008
Venezia – Di sicuro nonè più unaSconosciuta
se la Mostra l’ha voluto
come madrina per le serate
d’apertura e di chiusura in Sala
Grande. L’anno scorso toccò ad
Ambra Angiolini, che se la cavò
così così. Di sicuro andrà meglio
a Ksenia Rappoport, attrice russa
scoperta da Tornatore e oggi
gettonatissima: nel frattempo ha
girato L’uomo che ama con Favino
e la Bellucci a Torino e Italians
con Verdone a San Pietroburgo.
Alta, magra, diuna bellezza severa,
la 34enne attrice è volata
al Lido con la figlia adolescente.
Ieri mattina all’alba hanno fatto
il bagno nel mare di fronte al Des
Bains, l’hotel di Mortea Venezia.
Tutti la cercano, lei un po’ si nega:
è alle prese con le prove, in
una lingua non sua, per una diretta
tv che paralizzerebbe
chiunque.«Temodi dimenticare
le parole, di inciampare sui tacchi
alti, persino di scordare il russo», dice. Indosserà un abito di
Alberta Ferretti e gioielli di Chopard,
nel frattempo si sente più a
suo agio coi capelli raccolti, un
paio di jeans neri su camiciola
bianca accollata e sandali rossi.
«Nonsaròunafemmefatale, preferirei
presentare in tuta da ginnastica
e tacchi bassi», scherza.
Il suo panico mette quasi tenerezza.
Però, da interprete consumata,
sa come farsi voler bene
dagli italiani quando rivela che a
BradPitt e George Clooney preferisce
il nostro Celentano: «Sono
cresciuta in Russia cantando le
sue canzoni.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286191
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Agosto 27, 2008
L’ultima è arrivata il 22 agosto. Riguarda via delle Rimembranze di Greco, periferia Nord-Est. E con questa le richieste per l’apertura di nuovi casinò sul tavolo di Palazzo Marino salgono a 69. Nove in più di un paio di mesi fa, nonostante l’amministrazione si sia espressa contro l’invasione di slot machine e casinò. «Quasi tutte le domande – fanno sapere dall’assessorato alle Attività Produttive – sono arrivate da cittadini stranieri. Soprattutto cinesi, ma anche russi e arabi. E si concentrano in quartieri lontani dal centro». Le zone da cui provengono più richieste sono la 2 e la 9, con rispettivamente 12 e 16 pratiche di autorizzazione inviate al Settore Commercio. Per ora, però, Palazzo Marino ha dato il via libera solo a due case da gioco da inizio anno. Le altre richieste sono in istruttoria. In attesa, cioè, di una valutazione approfondita caso per caso. L’assessore Maiolo è prudente: «Sulla carta queste attività hanno il diritto di poter aprire. Poi, però, bisogna valutare l’impatto sul quartiere, soprattutto per quanto concerne la sicurezza».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286104
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Agosto 27, 2008
Continuano a far discutere e a provocare reazioni le anticipazioni rilasciate da Silvio Berlusconi in tema di riforma della giustizia, suo cruccio da sempre, a cui lavora con il suo fidato Guardasigilli Alfano, definite di ispirazione falconiana. Un´affermazione che Dino Petralia, componente del Csm per il «Movimento per la giustizia» – gruppo fondato, tra gli altri, proprio da Giovanni Falcone – e già procuratore capo di Sciacca e sostituto a Trapani negli anni in cui venne ucciso Ciaccio Montalto, respinge con quell´equilibrata pacatezza irremovibile che lo contraddistingue. Dottor Petralia, dall´obbligatorietà dell´azione penale si passa alla discrezionalità in nome di FalconeÂ… «Giovanni Falcone nei suoi scritti, effettivamente, si era posto il problema dell´obbligatorietà dell´azione penale, anzi, fu uno dei primi magistrati che ebbe la schiettezza di affermare che il Pm ha un potere anche nel selezionare le notizie di reato, dando impulso ad alcune e mettendo in secondo piano altre. Ma non si pronunciò mai per la discrezionalità dell´azione penale anche perché il rischio, e lui lo disse chiaramente, era quello di una sottoposizione ai voleri dell´esecutivo. Il suo intervento fu coevo all´ingresso del nuovo codice di procedura penale quando venne abolita la figura del giudice istruttore, che lui fu per eccellenza. Quando, appunto, si passò ad un attività di indagine tutta riservata alla procura: non c´era più il giudice che istruiva ma la procura che faceva indagine.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78291
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Agosto 27, 2008
L’elezione di Alexander Dubcek a primo segretario del Partito comunista di Cecoslovacchia al posto di Antonin Novotny, il 5 gennaio 1968, chiudeva una fase per molti aspetti critica nell’evoluzione di quel paese. E ciò in un mondo nel quale ogni accenno al superamento degli equilibri esistenti era guardato dalle due superpotenze – Stati uniti e Unione sovietica – con sospetto, quando non come atto di aperta ostilità. Subito dopo l’inizio degli anni 60 in Cecoslovacchia si fecero evidenti i segni di una stagnazione economica. Si era esaurita la possibilità dello sviluppo estensivo che fino allora aveva permesso la crescita del prodotto interno lordo. La pianificazione centralizzata aveva privilegiato la crescita dell’industria pesante e aveva finito per dimostrarsi incapace di reagire con elasticità alla domanda crescente di beni di consumo. I tentativi esperiti per trovare una soluzione si rivelarono inadeguati, perché non modificavano la struttura del sistema politico, causa prima della crisi.Nel 1963 una serie di segnali permise agli osservatori più attenti di capire che il sommovimento investiva l’intera società cecoslovacca, in conseguenza di una destalinizzazione avviata in ritardo. Si tenne un convegno internazionale su Franz Kafka, che si concluse con due acquisizioni dirompenti: l’alienazione dell’uomo, fino allora ritenuta caratteristica delle società capitalistiche, esisteva anche in quelle cosiddette socialiste; bisognava ampliare il concetto di realismo socialista, affinché potesse comprendere anche l’opera kafkiana.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78202
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